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Quarta puntata: Il braille in Europa

Nel 1852, esattamente un secolo e mezzo fa, a soli 43 anni, il 6 Gennaio, muore Louis Braille, dopo una vita troppo breve, costellata sovente di stenti e privazioni.
L'amore per i suoi allievi ciechi dell'istituto di Parigi che aveva sempre aiutato con sostegno materiale e morale, trova il suo culmine quando, ritrovata una cassetta che egli aveva disposto fosse distrutta senza verificarne il contenuto, obbligati ad aprirla, vi rintracciarono un elenco dei piccoli debiti in denaro che molti allievi avevano nei suoi confronti e che egli con quel gesto, all'atto della morte, cancellava per sempre...
Il sistema però, sebbene lentamente, cominciò a diffondersi e ad affermarsi in Francia e all'estero. Già nella seconda edizione del suo metodo, Louis Braille aveva adattato l'alfabeto alle sei maggiori lingue parlate e scritte in europa e in America: inglese, francese, spagnolo, tedesco, italiano e portoghese. Nel 1852 il braille fu introdotto nella scuola per ciechi di Losanna, dove nel 1860 sorse una vera e propria copisteria che produceva volumi in francese e in tedesco. Nel 1854 il sistema fu adottato ufficialmente in Francia e nello stesso anno venne realizzata la prima edizione del metodo in lingua portoghese per espressa volontà dell'imperatore del Brasile Don Pedro II.
Nei paesi di lingua tedesca il braille si affermò con qualche variante segnografica che per alcuni decenni costituì un motivo di confusione e di disorientamento come certificato nel primo congresso degli educatori per ciechi tenutosi a Lippsia nel 1873 e nel secondo congresso tenutosi a Dresda nel 1876. Su 25 scuole per ciechi, quattordici adottavano il braille modificato e soltanto undici quello originale derivante dal francese. Nel contempo, celebrati educatori quali Klein e Knie continuavano ad avanzare forti riserve sull'impiego esclusivo del braille per l'istruzione dei ciechi, ritenendolo un sistema emarginante e totalmente inadatto all'occhio.
In Inghilterra all'epoca erano in voga quattro sistemi di lettura e scrittura di caratteri normali a rilievo (Moon, Fry, Alston, e Gall), più due sistemi di tipo stenografico (Lucas e Frère).
Thomas Ermitage, fondatore dell'associazione per l'educazione dei ciechi in patria e all'estero, propose che fossero direttamente gli interessati, cioè i ciechi, a decidere circa il sistema da adottare. Venne costituito un comitato di valutazione composto solo da ciechi che conoscessero almeno tre dei sistemi citati. Il comitato, nel 1870, si pronunciò in favore del braille che già nel 1883 risultava ufficialmente adottato nella stragrande maggioranza delle scuole inglesi per ciechi.
Nel 1878 finalmente, nell'ambito del primo congresso internazionale per l'educazione dei ciechi svoltosi a Parigi, dopo aspre e prolungate dispute, il 27 Settembre in seduta plenaria, il braille fu universalmente adottato come metodo di scrittura e lettura per i ciechi, nella sua forma originale francese. Soltanto gli Stati Uniti d'America, tra i grandi paesi evoluti, seguivano e seguirono un percorso diverso che ugualmente portò all'affermazione del braille, ma dopo controversie laceranti tra gli educatori che provocarono ritardi e incertezze nel processo di istruzione dei ciechi in quel grande paese.



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